la cuccetta dei mici di Orbetello Scalo


Noi non ci occupiamo di questa colonia di mici se non saltuariamente, per sporadiche sostituzioni, dato che altre persone da un pò di tempo ne sono a tutti gli effetti tutrici (come da documentazione regolarmente depositata presso l'anagrafe felina del Comune di Orbetello). Una in particolare di queste persone ci contatta quando deve assentarsi  e ci chiede di andare in soccorso di questi mici che altrimenti per qualche giorno rimarrebbero senza il necessario sostentamento. Abbiamo imparato a conoscere il trasporto e la dedizione con cui questa signora si occupa di questi bellissimi randagini, e sappiamo che la stessa ha provveduto ad iniziare, come da regolamento, la non semplicissima operazione di sterilizzazione preventiva della colonia, particolarmente urgente  visto il rischio di sovrappopolazione favorito dalla difficoltà d'intervento nel dedalo di costruzioni abbandonate e fatiscenti nei pressi delle quali questi gattini stanziano e vivono.
Una dedizione tale che ha spinto un pensionato che vive nei paraggi a realizzarle una piccola cuccia, molto decorosa, dipinta di verde per armonizzarsi col cespuglio sotto il quale era riposta, protetta  da una  copertina impermeabile sempre perfettamente pulita. Questo perchè:
perchè quando le intemperie rendono particolarmente difficile il lavoro di accudimento quotidiano, è bene avere un posticino coperto dove poter lasciare il cibo senza doversi esporre per delle mezz'ore a temporali, vento gelido e chi più ne ha più ne metta, ne noi, ne gli stessi animali, che possono così rimanere al riparo chissà dove, sapendo dove andare a nutrirsi non appena i fenomeni diminuiscono. 
Poi una bella mattina arriva la ruspa e sbam, via tutto. Tutto distrutto. Dopo la sorpresa iniziale la signora cerca di informarsi, di avere lumi e c'è chi la aiuta in questo senso. L'area è privata (io non sapevo che la piazza  della stazione fosse proprietà privata, ma tant'è.) e non c'è niente da aggiungere. Il lavoro del pensionato è stato distrutto, quello della operatrice volontaria (cominciamo a chiamare le cose col loro nome) reso immensamente più difficile, e nessuna altra cuccetta può esser più sistemata a deturpare un un luogo di rara bruttezza e incuria che ormai da tempi memorabili dà il benvenuto agli stoici turisti che nonostante tutto ci scelgono. 
Premesso che la legge italiana (ce l'abbiamo proprio qui, in questo blog, riportata per filo e per segno) non distingue tra area pubblica e privata quando in ballo c'è la salvaguardia di animali (i legislatori italiani a volte sono meno scemi di quello che possano apparire e la cara vecchia tiritera dell"allora portateli a casa tua" la conoscevano a memoria, attrezzadosi di conseguenza..), io trovo il gesto di un'arroganza, di una indelicatezza e soprattutto di una mancanza di professionalità da lasciare senza fiato. Quella cuccia è testimonianza della presenza di una colonia, si cerca il responsabile della colonia (sennò st'anagrafe felina, di grazia,  che cazzo l'abbiamo istituita a fare?), lo si avverte dell'incombenza e si decide come fronteggiare il problema.
Niet: arriva la ruspa e sfascia tutto, e buona notte al secchio. 
Per l'amor del cielo: non è questione di vita o di morte, si dirà. E questa si che è una cosa che mi fà girare ancora di più i coglioni. Chi è insensibile al problema trova sempre un'altra priorità, qualche altra emergenza da sbandierare all'occorrenza.
Chi amministra con senso di responsabilità verso un tema che sta a cuore alla stragrandissima maggioranza dei cittadini rende chiaro sempre e da subito che, privati o non privati, su questo territorio comunale i lavori, gli interventi, le manutenzioni, le diserbazioni, le disinfestazioni, le falciature si fanno tenendo conto PREVENTIVAMENTE degli animali che vivono in libertà e della loro tutela, affrontando per tempo  i problemi e risolvendoli magari proprio con la complicità dell'associazionismo e del volontariato. 
E chi non fà questo semplicemente no sa fare bene il proprio lavoro. 
E' vero che non "si mangia" (sic) con la tutela degli animali, ma è anche vero che nessuno vuole vivere o fare vacanze in un posto dove gli animali vengono cagati zero e abbandonati alla loro sorte. 
Io quando vado in un posto e vedo i ripari belli e decorosi, la segnaletica che avverte della presenza delle colonie e disincentiva il vandalismo menzionando ciò che la legge prevede, e gli operatori con una pettorina che se non altro li identifica come personale autorizzato, penso di essere arrivato in un posto bello e ben amministrato. Quando vedo disagio e sofferenza per gli animali penso di essere arrivato in un posto di merda amministrato da incapaci. Io non posso andare in vacanza o a divertirmi all'Isola d'Elba dove la questione dei randagi (cani, non gatti!) è a livelli di Ucraina. Io non porto soldi a un sindaco così ottuso e incapace: non glieli porto per principio. E vi assicuro che non sono davvero l'unico a pensarla così: fatevi un giretto nel web e ve ne farete un'idea. Non si parla di grandi oneri: ci si può concertare con l'associazionismo, appunto, o provare a interpellare gli sponsor. Non sono poche le aziende che mettono volentieri la faccia in situazioni eticamente sensibili.
Basta avere la voglia di alzare il culo e darsi da fare.
Credo non sia necessario informarvi del fatto che a ogni vigilia elettorale ci vengano promessi villaggi-vacanze e luna-park, per gli animali che vivono in libertà: credo ve lo immaginiate. Ma qui nessuno è Cappuccetto Rosso, e le tendenza è a tenere i piedini ben saldi a terra (come chi fà volontariato è in genere abituato a fare). Qui nessuno chiede niente: quello che ancora mi fa trasecolare è la sdegnata indifferenza verso chi si occupa di randagismo. Non solo non ci prendiamo il disturbo di considerarne anche solo l'esistenza, ma non ci tiriamo mai indietro quando c'è da complicargli la vita.
Io posso avere ancora qualche residuato della baldanza che mi pemette di non farmi scoraggiare dalle giornate in cui le condizioni climatiche sono non avverse, avversissime (anche se il mio medico non sarebbe d'accordo). Ma le persone più grandi NON POSSONO permettersi questo lusso. E allora che vogliamo fare: lasciamo gli animali senza sostentamento ogni volta che fa maltempo (e visti gli ultimi inverni direi spessino)? Diciamo alle signore "chi cazzo ve lo fà fare, statevene a casa"? Io non penso sia ne saggio ne civile. Io penso che se una persona di una certa età decida di dedicare parte del tempo che le rimane da campare a degli animali in realtà faccia una cosa bellissima: per sè e per la comunità (animali malnutriti, malandati e lasciati liberi di figliare come se non ci fosse un domani vi assicuro che non fanno comodo a nessuno) e vada anzi sostenuta e incoraggiata. Qui nessuno aspira all'Anguilla d'Oro: ma io sto ancora aspettando che qualcuno (giunte presenti passate e future) si degni di mandargli un cazzo di mazzo di fiori a ste donne che all'alba vanno in Feniglia con le bufere di pioggia e vento gelido).
Perchè altrimenti il messaggio è di scoraggiamento: fate quello che vi pare, per noi è solo una rottura di palle in più. O magari facciamo come in Svizzera, paese notoriamente di merda dove in molti sparerebbero volentieri agli italiani, altro che ai gatti randagi come la legge adesso li autorizza a fare. Io non voglio vivere in un posto così. La domanda è: CHI vuole vivere in un posto così.
Nelle ultime due-tre decadi si era un pò radicata questa mentalità brutta e ottusa di un mondo inquilinizzato e deanimalizzato, senza cani perchè abbaiano, gatti perchè pisciano, piccioni perchè cagano e nutrie perchè causano le alluvioni (ari-sic). State sereni: questo mondo ve lo siete inventato: non c'è, è pura psichedelia, è CONTRONATURA. Gli animali ci sono e devono essere trattati con rispetto e, come prevede il CODICE PENALE non il Manuale delle Giovani Marmotte, tutelati. E quando la loro presenza o il sovrappopolamento causano un problema o un disagio lo si affronta: con responsabilità e sensibilità. Non nel modo più sbrigativo. Quello lo sanno fare tutti, grazie.
I politici, sempre così sensibili ai sondaggi, sembrano distrarsi solo davanti ai sondaggi che riguardano la tutela e la salvaguardia degli animali che però, oops, sono gli unici che facciano puntualmente registrare percentuali bulgare. Chi si mostra disinteressato, insensibile difronte alla sofferenza degli animali si espone a una tremenda impopolarità agli occhi di una grandissima quantità di persone. E la impopolarità, lo sputtanamento mediatico, pare che da un pò di tempo siano l'unico orecchio dal quale riescano a sentire. Bene. Proprio a quell'orecchio ci rivolgeremo. E non sempre sussurrando.
Questo blog non è abituato a ospitare proclami. Ma foto dopo foto, giorno dopo giorno, a raccontare di quanto sia dura, di quanto sforzo richieda, di quanta impermeabilità alla sofferenza necessiti l'occuparsi di randagismo. Senza che nessuno si diverta per giunta a farci dispetti.
Perciò: salutatemi caramente i proprietari della "proprietà privata" e dite loro che d'ora in poi, ogni volta che saremo noi a doverci occupare dei bellissimi randagini di piazza della stazione, ci limiteremo a lasciare le cose sotto le automobili parcheggiate e chi se ne frega se il vento sparpaglierà tutto subito dopo. Nessuno starà lì sotto l'acquazzone un minuto più del necessario: ne noi, ne i gatti.
 Se è  così che preferite che vadano le cose vi informo che fare le cose a cazzo di cane per noi costituisce un grande risparmio in termini di tempo, salute e rotture di coglioni. Altrimenti la prossima volta, prima di schiacciare, sfasciare, distruggere e fare sfoggio di questa arroganza imbecille, fate una cosina che ha molto a che fare col vostro dovere: dite a chi di dovere di interpellarci.

MAGARI A FATTI, NON A CHIACCHERE.


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