non si fa.

io capisco la buona fede, ve lo assicuro. E spero anche che comprendiate come possa sentirmi io quando leggo quelle cose. Ma c'è un ma. Chiedo di nuovo e veramente di cuore a tutti i nostri amici di non condividere e non divulgare ulteriormente le prodezze di questi scarti dell'umanità che si sono introdotti un un gattile di Follonica o di quelle due baldracche minorenni che in Sicilia etc etc etc. Non è un caso che le due povere malate abbiano subito pubblicato il video su Facebook. 
Queste persone cercano visibilità. E voi gliela date. E così facendo non fate altro che solleticare la fantastia malata di altri psicopatici, addirittura servendogli su un vassoio d'argento immagini, descrizioni e modalità, rischiando di mettere in moto un pericolosissimo meccanismo emulatorio. Fatevelo dire da chi opera nel settore: non si fa. Non serve a niente se non appunto a creare una enorme viralità che questi poveracci probabilmente cercano. Denunciare si deve: ma nelle sedi e con le modalità opportune, soprattutto Carabinieri, Polizia Postale e associazioni. E si deve chiedere a gran voce che si indaghi con serietà e che le sanzioni (per altro ampiamente previste dalle nostre leggi) vengano applicate senza traccheggiamenti. E questo è quanto. Non si divulga il materiale con le prodezze di questi squilibrati. Non può essere di alcun aiuto se non, appunto, agli squilibrati stessi. Non lo fate. Grazie. 
Daniele Innocenti, presidente Amicimici Onlus Orbetello. 


e che non lo sapevo...

 Ascolta carina: ora alla tua prossima morte, vera o presunta, ti ribecchi il necrologio di ieri. Copia e incolla. Perché uno a testa possiamo pure scriverlo. Poi però ve lo fate basta'..

la mia signorina se n'è andata..


ne abbiamo passate tante insieme, in tutti questi anni. Sotto il sole, con il freddo gelido, gli scrosci d'acqua sotto il nostro ombrellaccio verde. Perchè lei non se ne andava. Dopo la pappa con tutti gli altri lei voleva restare sola con me per gli abbracci, le coccole. 
Ma qualche giorno fa ho notato che non stava benissimo. Non ha mangiato, cosa alla quale non ho dato molto peso perchè a volte può capitare un qualsiasi malessere, non serissimo. Ma soprattutto non ha aspettato il "nostro momento". Se n'è andata. Quando ho sistemato tutti gli altri sono andato a cercarla, e l'ho trovata rintanata sotto una siepe molto fitta e ombreggiata. E allora prima di preoccuparmi seriamente ho voluto fare una prova. Ho preso una delle cose che avevo appena acquistato per i miei gatti di casa, perciò di qualità superiore rispetto a quella dei randagi (che pure nutro con alimenti di marca) per vedere se mangiava almeno quella. E si: ha cominciato a mangiare. Allora mi sono tranquillizzato e ho pensato che prima di portarla in ambulatorio avrei fatto passare un giorno per vedere come sarebbe andata, e l'ho lasciata lì. L'ho fatto tante altre volte. Anche i miei gatti di casa a volte non mangiano, sono apatici e svogliati, e poi il giorno dopo è tutto come prima. Ma ormai sono tre giorni che non viene. Sono tre giorni che non la trovo lì ad aspettarmi, e tre sono troppi, soprattutto per lei che mi ha aspettato per anni, sotto il sole o con il freddo o i temporali, senza mancare neppure un giorno. L'ho cercata tanto. Ma non l'ho trovata. E probabilmente non la troverò più. Temo di aver sottovalutato la situazione, temo di essermi lasciato ingannare da quella vaschetta di cibo più buono. E temo che la mia micia, andando via a rintanarsi proprio mentre ero lì, sotto i miei occhi, senza aspettare il momento delle coccole, abbia cercato di chiedermi aiuto. Abbia cercato di farmi capire che se non l'avessi aiutata lei sarebbe andata a rintanarsi in un posto ancora più nascosto. A morire. Perchè i gatti fanno così. 
Io amo ognuno dei tanti gatti randagi di cui mi occupo ogni giorno. Pure quelli più scontrosi e selvatici che non ho mai neppure avuto il piacere di avvicinare, tanto sono diffidenti. Li amo alla follia uno ad uno. Altrimenti non farei la vita che faccio. Ma certo fra me e lei c'era qualcosa di speciale. Apparì quando io ormai non avevo veramente più modo di adottare un altro gatto. Ho sempre vissuto il nostro rapporto con qualche senso di colpa, perchè una gatta che chiedeva così tanta considerazione, così tanto affetto, di sicuro avrebbe preferito vivere con me, avermi sempre a disposizione. Ma davvero non potevo. E allora ho cercato di non farle mai mancare quell'affetto e quella considerazione anche lì, in strada. Anche quando avevo impegni, anche quando andavo di fretta, anche quando le condizioni climatiche erano fastidiosissime. Io quel quarto d'ora in più, speciale ed esclusivo, gliel'ho sempre dedicato. Ogni singolo giorno. 
E se la mia bella randagina è morta, spero sia morta pensando che comunque se non mi avesse trovato la sua vita sarebbe stata peggiore. Anche se quell'ultimo giorno io non ho capito. 
E non l'ho aiutata.


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